"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.(Ippocrate)" "L’uomo è ciò che mangia."(L. Feuerbach)
"La prevenzione è la medicina migliore. E' legata al cibo e allo stile di vita " - Dalai Lama


sabato 1 dicembre 2012

Zenzero (romana ghimbir)

Nome botanico: Zingiber officinale
Coltivata in India e Cina da migliaia di anni.

Nell'antica Roma molte spezie erano costose perché erano scarse. Lo zenzero era costoso per la ragione esattamente opposta; esso era molto abbondante, ma la domanda era così alta che il governo decise di applicare una tassa speciale su di esso.

Dopo la caduta dell'Impero Romano lo zenzero quasi sparì dall'Europa, finché Marco Polo lo riscoprì in Cina ed in India nel 13mo secolo. Ancora una volta, in Europa lo zenzero divenne molto costoso tanto che, nel 14mo secolo in Inghilterra, un pound di zenzero (meno di mezzo Kg) poteva costare come un'intera pecora.

Cristoforo Colombo cercò, insieme ad altre spezie, anche lo zenzero nel nuovo mondo, ma non ne trovò. Fu solo quando gli Inglesi lo esportarono in America che esso divenne popolare anche in questo continente.

Ancora oggi questa umile radice è molto apprezzata sia per migliorare una grande varietà di alimenti e bevande, come anche per le sue proprietà medicinali, conosciute da migliaia di anni da molte culture: medicina Ayurvedica Indiana, medicina Tradizionale Cinese, erboristeria Occidentale.

Gli esperti della medicina Ayurvedica (come Joseph Selvester in Gainesville, Florida, USA) considerano lo zenzero una medicina universale in quanto aiuta le funzioni digestive dell'organismo riducendo i gas, il gonfiore e i crampi.

Gli erboristi occidentali classificano lo zenzero come un carminativo (regola l'intestino eliminando il dolore tramite la rimozione del gas), un antiinfiammatorio ed un diaforetico, tra le altre cose.
 

 Molte erbe ricche in olii volatili hanno la capacità di eliminare il gas dall'intestino e di ridurre così il gonfiore, e lo zenzero è certamente ricco di tali olii.
La sua azione antiinfiammatoria è legata ad una minore produzione di composti infiammatori, e si rende così indicato per combattere alcuni tipi di cefalee e per ridurre la dolorabilità causata dalle influenze e dalle artriti.
Come diaforetico è in grado di far leggermente innalzare la temperatura corporea e di promuovere la sudorazione. 



Indicazioni e controindicazioni

Indicazioni:
  • artrite
  • indigestione
  • claudicazione intermittente
  • flebite
  • dolorabilità muscolare
  • diarrea
  • nausea (inclusi malessere mattutino e cinetosi)
Controindicazioni:
  • Calcoli biliari 
Cuore, articolazioni, stomaco
 Lo zenzero sembra dare benefici al cuore ed allo stomaco. Inoltre, tra i vari benefici, sembra essere in grado di diminuire la viscosità sanguigna.
  • In uno studio condotto in India su soggetti con problemi alle arterie coronarie, la somministrazione di zenzero determinò una significativa riduzione della aggregazione piastrinica.

    Quando le piastrine si aggregano in modo eccessivo, esse possono portare alla formazione di macchie ruvide all'interno dei vasi arteriosi, le quali sarebbero in grado di attrarre molecole adipose, con la conseguente formazione delle cosiddette "placche". Se tali placche si formano in quantità eccessiva, il lume arterioso si riduce fino ad ostruirsi e ciò può essere la causa di un attacco cardiaco e di un infarto.

    I Cinesi utilizzano lo zenzero in molti trattamenti per il cuore e per i reni; nella medicina Ayurvedica è considerato un tonico cardiaco.

    In altri studi, lo zenzero ha anche mostrato una azione antiinfiammatoria. Altre ricerche hanno dimostrato che può ridurre il dolore e la tumefazione presente nelle artriti reumatoidi, osteoartriti e dolori muscolari.

    I più comuni farmaci antiinfiammatori, come l'Aspirina e l'ibuprofene, lavorano nello stesso modo, ma l'uso prolungato di essi può avere serie conseguenze. Questi farmaci provocano una riduzione degli enzimi che mantengono integro il rivestimento protettivo della mucosa gastrica. Se ciò avviene, i succhi gastrici possono irritare la mucosa dello stomaco fino ad arrivare a causare l'ulcera.

    Lo zenzero sembra essere in grado di regolare due tipi di sostanze chimiche che sono le responsabili dell'infiammazione. Tale regolazione avviene in modo naturale, senza effetti collaterali di irritazione gastrica.
    Il Dr. Page-Echols consiglia l'uso di zenzero soprattutto su pazienti anziani che hanno una storia di lunga assunzione di farmaci antiinfiammatori. Tali pazienti sarebbero ad alto rischio di ulcere sanguinolente causate dagli stessi farmaci.

    Come solitamente avviene con l'uso di preparati vegetali, anche l'azione dello zenzero non è immediata, come sarebbe quella dell'Aspirina o altri farmaci.
    L'azione delle erbe è generalmente piuttosto lenta, ma assolutamente indicata in tutti quei casi in cui la malattia è cronica o ricorrente (come ad es. l'artrite), in quanto possono essere assunte frequentemente e in assoluta sicurezza. 
Pillole o cibo?
Lo zenzero è disponibile sul mercato sotto parecchie forme diverse. Molte farmacie ed erboristerie lo vendono sotto forma di polvere in pillole o capsule.
Il Dr. Stansbury consiglia l'uso di estratti standardizzati al 5% in gingerolo, soprattutto per la cura di artriti e cinetosi.
Si può anche trovare in commercio sotto forma di barre candite, ma il loro effetto sembra essere piuttosto blando e limitato alla nausea.
E' anche possibile aggiungere lo zenzero ai cibi come aromatizzante e per ridurre il colesterolo. Il Dr. Page-Echols consiglia di aggiungere radici fresche di zenzero (a fettine o grattugiate) sui vari cibi almeno due volte alla settimana, per mantenersi in salute. Molte persone in India usano 8-10 grammi di radice fresca di zenzero al giorno nei loro cibi.
 
 
erboristerie.com 
Articoli tratti dalla rete
Traduzione di Marco Turazza.

Infusione, decozione e macerazione

I procedimenti per la preparazione delle tisane sono fondamentalmente tre: infusione, decozione e macerazione. 
1. L'infuso
Si versa acqua bollente sulle droghe poste in un recipiente di teracotta o vetro; si lascia poi riposare (come un tè) per 5-10 minuti poi si filtra.
Le dosi vanno a seconda del tipo e dell'uso che se ne vuole fare, normalmente il rapporto è di 5 g di droga per ogni 100 g di acqua.
Per dolcificare utilizzate miele e bevete subito l'infuso dato che le sostanze attive spesso sono volatili e si disperdono con il vapore.

 2. Il decotto
Le droghe poste in acqua in un recipiente provvisto di un coperchio e quindi tutto venga fatto bollire per un tempo che varia da 5 minuti per fiori, sommità fiorite, piante intere e foglie, a 10-20 minuti per corteccia, radici, legno. Poi spegnete e lasciate in infusione per altri 10 minuti, quindi filtrate. In genere si utilizzano 2-5 g di droga ogni 100 g di acqua. E' bene bere subito il decotto dato che i principi attivi sono spesso volatili.
3. Macerato
Prevede un tempo di procedimento piuttosto lungo. Le droghe vanno poste a riposare in acqua fredda per periodi che possono variare da un giorno a più settimane a seconda del tipo utilizzato.
Il macerato va poi filtrato con cura. Come solvente per la macerazione possono essere impiegati, vino, alcol e olio. Tutte le operazioni sono da eseguire a freddo.

* Conservate le droghe in zone prive di luce, fresche, in sacchetti di tela o di carta (certamente non di plastica!), oppure recipienti di vetro scuro.

(dal libro: "Tisane, il gusto della salute")

venerdì 16 novembre 2012

Malva

Le virtù emollienti della malva sono conosciute e apprezzate sin dai tempi antichi, infatti, il suo nome deriva dal termine latino mollire cioè “capace di ammorbidire”. I Greci invece la chiamavano malachè, che significa “rendere morbido”. Ippocrate la raccomandava per le sue proprietà emollienti e lassative, ma era utilizzata anche come cibo dalle persone povere. In effetti, è ottima nelle minestre o lessata e condita con olio e sale.
 foto: net
I fiori e in particolare le foglie della malva sono ricche di mucillagini, che conferiscono alla pianta proprietà emollienti e antinfiammatorie per tutti i tessuti molli del corpo.
  L’uso della malva è indicato contro la tosse, nelle forme catarrali delle prime vie aeree; per idratare e sfiammare l'intestino, e per regolarne le funzioni, grazie alla sua dolce azione lassativa, dovuta alla capacità delle mucillaggini di formare una sorta di gel, che agisce meccanicamente sulle feci e quindi agevolandone l’eliminazione. Il trattamento della stitichezza con la malva risulta non irritante e non violento, per cui è indicato in gravidanza, per bambini e per gli anziani. Inoltre contribuisce a guarire faringiti, vaginiti e tutte le irritazioni del cavo orale, come ascessi, gengiviti e stomatiti.

USO INTERNO
Decotto: 1 cucchiaio raso foglie e fiori di malva, 1 tazza d’acqua
Versare le foglie e i fiori nell’acqua fredda. Accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, colite, o stitichezza.

USO ESTERNO
Con il decotto così ottenuto una volta raffreddato, si può trovare beneficio mediante gargarismi, in caso d’infiammazioni della bocca e della gola o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.


 fonte: curenaturali.it
 

domenica 4 novembre 2012

AVVERTENZE e CONTROINDICAZIONI

« Tutto è veleno, e nulla esiste senza veleno. Solo la dose fa in modo che il veleno non faccia effetto. »

« È la dose che fa il veleno » (Paracelso)

* È rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età. *

 In natura infatti praticamente tutte le sostanze possono provocare un danno su un organismo vivente, quello che permette di identificare una sostanza come tossica è la dose a cui provoca effetti dannosi.

ACETOSA 
Una particolarità di questa pianta è che è incompatibile con le acqua minerali e i contenitori in rame.
E' chiamata anche Erba brusca o Ossalida.
Pur avendo tante proprietà non è tollerata da tutti ed in ogni caso va assunta con cautela perchè in quantità elevate può causare intossicazione. 
ACETOSELLA

E' chiamata anche Agretta, Pentecoste, Lambrusca o erba brusca.
Quando si sta avvicinando un temporale le foglie hanno la particolarità di sollevarsi.
In passato questa pianta veniva utilizzata per togliere le macchie di inchiostro o di ruggine dagli indumenti e per lucidare gli oggetti in rame.

Controindicata per chi soffre di gotta e litiasi. Rispettare scrupulosamente le dosi.
Come per l'Acetosa, in dosi eccessive può provocare intossicazione. 
AGLIO 
L'aglio è conosciuto fin dai tempi più antichi e la prima citazione finora nota dell'aglio è stata trovata nel Codex Ebers un papiro egiziano datato 1550 a.C. dove vengono citati diversi medicamenti da realizzare con l'aglio per combattere le punture di insetti, il mal di testa ed i dolori in genere.  

L'aglio non è indicato per chi soffre di pressione bassa, di dermatosi, per chi ha problemi intestinali e allo stomaco ed ai malati di fegato. 

 ALOE 
L'aloe è una pianta molto antica, conosciuta fin dall'antichità per le sue proprietà terapeutiche. Le prime testimonianze sono state ritrovate su una tavoletta di argilla ritrovata a Nippur nei pressi di Bagdad e datata 2.200 a.C.  

L'aloe non deve essere utilizzata dalla donne in gravidanza e da chi ha problemi di emorroidi.
Attenzione a non confondere l'aloe con l'agave, molto simile ma che non ha le stesse caratteristiche.
 

fonti: elicriso.it 

ALTEA 

Da non preparare in recipienti di ferro. 
 Per l’alto contenuto in mucillagini può diminuire l’assorbimento di farmaci o altre sostanze.

ANANAS 
controindicazioni all' uso dell' ananas gambo:
  1. controindicato a chi assume farmaci anticoagulanti (coumadin, aspirinetta), e anche a erbe con azione simile come aglio, ginko biloba;
  2. sconsigliato a chi soffre di gastrite o ulcera peptica;
  3. da non assumere in gravidanza o allattamento;
  4. tenere lontano dalla portata dei bambini
  5. da evitare in soggetti allergici al frutto dell'ananas .......
ANGELICA 
 
A piccole dosi l'angelica ha un effetto eccitante sul cervello però ad alte dosi esplica un'azione depressiva e causa intontimento tale da essere paragonato ad uno stupefacente.
Veniva anche molto utilizzata contro i veleni.  
 Il succo fresco di angelica può irritare la pelle e le mucose ed il suo olio essenziale in forti dosi può essere tossico per cui va utilizzata con grande cautela.
ANICE STELLATO 

L'essenza di Anice stellato a forti dosi può essere tossica soprattutto se non è stata conservata in maniera adeguata vale a dire in recipienti ermeticamente chiusi e al buio.
Esiste un altro tipo di anice, l'Anice stellato bastardo o "Anice giapponese" o "Shikimi" il cui nome scientifico è Illicium religiosum Sieb (famiglia Magnoliaceae) che è una pianta tossica, originaria del Giappone.  I frutti (semi) sono molto simili a quelli dell'Anice stellato solo più piccoli e più rotondi e con i semi dotati di un piccolo uncino.   Questi frutti contengono diverse tossine ed oli essenziali con attività stupefacente e neurotossica  che rendono questi semi altamente tossici.
Poichè si sono verificati dei casi di intossicazione in diversi paesi europei si raccomanda di utilizzare solo anice stellato di provenienza certa e certificato.
ANICE VERDE 



L'origine dell'Anice verde è abbastanza oscura. Si pensa che sia stato introdotto dall'Asia ma non si conosce il luogo dove cresce spontaneo da sempre.
Dato il suo forte sapore viene spesso utilizzato nell'industria farmaceutica per mascherare il gusto dei farmaci dal sapore particolarmente sgradevole.
Caterina Sforza, signora di Forlì, realizzava un tonico distillando tre volte diverse piante (rosmarino, salvia, basilico, garofano, menta, noce moscata, sambuco, ginepro, cannella, rose bianche e rose rosse e incenso) con l'anice per ottenere quella che lei chiamava "Acqua celeste". 
Esiste anche un altro tipo di Anice, l'Anice pepato, nome scientifico Xanthoxylum piperitium appartiene alla famiglia delle Rutaceae. E' originaria dell'Estremo Oriente ed è molto utilizzato nei paesi asiatici mentre in Europa è poco diffuso e poco conosciuto.
L'essenza di Anice verde a forti dosi può essere tossica soprattutto se non è stata conservata in maniera adeguata vale a dire in recipienti ermeticamente chiusi e al buio. 
AQUILEGIA  
   Dell'aquilegia, essendo una pianta che contiene diverse sostanze tossiche, se ne sconsiglia l'uso salvo che sotto diretto controllo medico.

Aristotelia chilensis  Aristotelia macqui
(Maqui o Clon)
 Evitare la sua preparazione con pentole d’alluminio e attenersi alle indicazioni di un medico.  
Da non confondere con il Pillo-pillo (Ovidio pillopillo), arbusto endemico del Cile, le cui bacche sono purganti.
fonti: elicriso.it

ARNICA


Controindicata per chi soffre di disturbi e malattie renali. Rispettare scrupulosamente le dosi.
(fonte: Tisane, il gusto della salute) 
L'uso interno viene sconsigliato: la sua assunzione infatti può provocare cefalea, algie addominali, turbe vasomotorie (palpitazioni) e respiratorie.
La pianta pertanto non deve essere ritenuta tossica (è la dose che la può rendere tale) ma piuttosto difficile da gestire anche per il variare della concentrazione dei principi attivi.
A questo proposito sarebbe opportuno utilizzare preparati standardizzati.
(da inerboristeria.com)

ASPARAGO 

Radice: controindicata per chi soffre di malattie e disturbi della vescica urinaria. (Tisane, il gusto della salute - libro)
I suoi pregi, pur numerosi, si scontrano con l’elevato apporto di acidi urici, che rischiano di aggravare, qualora siano già presenti, alcuni disturbi, quali la gotta, le cistiti, le prostatiti, le calcolosi renali, l’osteoartrite e altre malattie osteoarticolari.
Sarà buona norma evitare di eccedere nel consumo di asparagi, e assicurarsi nel contempo una adeguata e variata alimentazione ricca in magnesio e vitamina C.
Un'ultima annotazione, infine, per gli intolleranti al nichel e soprattutto all’acido acetilsalicilico: gli asparagi apportano quantità relativamente basse di nichel, ma piuttosto significative di acido acetilsalicilico. Occorrerà tenerne conto in una eventuale dieta a rotazione qualora al Test di intolleranze alimentari si evidenziassero reattività a questi due gruppi.

Dott. Vladimiro Colombi - Nutrizionista e Naturopata

ASPERULA   
* Nessuna controindicazione se si è superata l'infanzia e si ha meno di 45 anni, se sani e la si assume solo per brevi periodi.
* Non è stata ancora stabilita alcuna posologia sicura.
* Conservare in luogo fresco e asciutto, ma non congelare. 

ASSENZIO

Rispettare scrupulosamente le dosi; non utilizzare per lunghi periodi.  
  Tisane, il gusto della salute - libro
Importanti effetti collaterali della pianta sono nausea, vomito, diarrea e crampi addominali; sono frequenti reazioni allergiche (pollinosi). Evitare il consumo di assenzio in gravidanza per la potenziale abortività; controindicato in soggetti con gastrite, ulcera peptica, epilessia ed ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
Evitare l'uso di assenzio in caso di gastrite, ulcera peptica, epilessia, ipersensibilità accertata verso uno o più componenti.
Tisane a base di assenzio sono particolarmente amare, quindi meglio usare la pianta come estratto fluido: 20-30 gocce in acqua mezz'ora prima dei pasti.
A dosaggi elevati e per periodi prolungati è potenzialmente neurotossico. 
L’essenza d’assenzio è un veleno.
 (pollicegreen, mypersonaltrainer) 

venerdì 2 novembre 2012

Tosse e mal di gola

Cercando i più semplici, via net ho trovato questi:

1. Miele
Il miele (meglio se sciolto in una lazza di latte caldo - sfrutta le proprietà del latte, ricco di vitamine del gruppo A e B, che scaldato oltre ad essere emolliente può disciogliere il miele.) è di sicuro il migliore rimedio naturale per curare la tosse: le sue proprietà emollienti e addolcenti con forte azione antibatterica - già conosciute dagli antichi Egizi e dalla medicina tradizionale di molti popoli – lo rendono efficace nella cura della tosse e del mal di gola. E' considerato un antibiotico naturale.
Da preferire il miele all'eucalipto,
 e per un forte mal di gola provate:
  •   l’infuso di malva con il miele all’eucalipto, vi sentirete subito meglio.
  •  Decotto: 1 cucchiaio raso foglie e fiori di malva, 1 tazza d’acqua
Versare le foglie e i fiori nell’acqua fredda. Accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire ancora qualche minuto, spegnere il fuoco, coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo al momento del bisogno in caso tosse, colite, o stitichezza.
USO ESTERNO
Con il decotto così ottenuto una volta raffreddato, si può trovare beneficio mediante gargarismi, in caso d’infiammazioni della bocca e della gola o mediante lavande in caso di irritazioni vaginali.

Miele e chiodi di garofano:  mettete il miele in una tazzina da caffè e aggiungete 5 chiodi di garofano, che come ben sappiamo agiscono da anestetizzanti, consumate questo miele durante l’arco della giornata, o con una tisana o un tè oppure sul pane o le fette biscottate.

2. Latte e cipolla Un'antica ricetta per calmare la tosse ha come 'principio attivo' la cipolla: bollire in un po' di latte qualche fetta di cipolla, filtrare e bere caldo; sembra un intruglio malefico, ma l'aggiunta di miele lo renderà dolce e piacevole.

3. Latte e aglio - dal gusto sicuramente meno invitante, l'aglio tritato ed utilizzato per preparare un infuso rilascia il suo olio essenziale aiutando a combattere la tosse secca ma anche l’ipertensione, problemi gastrointestinali, punture di insetti, bronchite e mal di gola .

4. Bacche di ginepro, origano -  la tradizione è ricca di infusi utili per eliminare tosse e catarro, da quello di  bacche di ginepro pestate a quello di origano, passando per il decotto di liquirizia e salvia.

5. Chiodi di garofano
I chiodi di garofano sono una vera riserva naturale di antiossidanti. Ed hanno un altissimo contenuto di polifenoli, che li rendono efficaci contro raffreddore e tosse, mal di denti, mal di pancia, nausea, indigestione e disturbi intestinali. Se avete dei chiodi di garofano in casa, non usateli solo per cucinare ma provate a farne un buon tè lasciandoli in infusione per qualche minuto in acqua bollente.

6. L'uva 
 Molto efficace come mucolitico, in un paio di giorni è in grado di liberare le prime vie respiratorie, assicurando un veloce sollievo. Basta prendere succo d'uva mischiato ad un po' di miele.

7. Sciroppo naturale con lo Zenzero, per raffreddore: Mettere 1 tazza d’acqua e un cucchiaio di zenzero in polvere in un pentolino, portate ad ebollizione, quando l’acqua inizia a bollire, aggiungete 1/2 bicchiere di succo d’ananas (o qualche fetta d’ananas fresco). Lasciate sul fuoco fino a quando non acquista una consistenza densa. Conservare in un contenitore di vetro e, se possibile in frigorifero. Prendete tre cucchiai al giorno.

8. Una spremuta d’arancia è un toccasana per le malattie da raffreddamento e il mal di gola.

 9. Gargarismi
Si possono fare dei gargarismi con acqua tiepida, un po’ di sale e succo di limone. Tisana di santoreggia.

Da sottolineare, per curare ma anche prevenire il mal di gola è importante l’alimentazione. Sono ottimi rimedi frutta e verdura ricche di vitamine e minerali che aiutano le difese immunitarie. Evitare gli alcolici perché irritano le mucose della gola.

Vedi anche: influenza

fonti: paginemediche.it , ecoseven, rimedinonna, deabyday, curenaturali.it

martedì 23 ottobre 2012

Melograno

sursa foto: net

L' origine della pianta del melograno non è certa, quella più accreditata la vede provenire dall'Asia sud - occidentale; ad oggi il melograno cresce ed è coltivato nelle zone mediterranee dell'Europa e dell'Asia, ma anche del Nord America. I suoi fiori e i suoi semi sono di color rosso, il suo frutto, chiamato melagrana, ha la forma di una mela che, come dice il nome stesso, contiene al suo interno moltissimi semi (grani).
Il periodo di raccolta della melagrana è l'autunno e data la notevole variabilità della specie ne esistono molte varietà.


Il frutto del melograno è particolarmente ricco di sali minerali quali potassio, manganese, zinco, rame e fosforo; in quantità minore troviamo anche ferro, sodio e calcio. Abbondante anche la presenza di vitamine: A, B, C, E e K. Oltre all'acqua, che naturalmente rappresenta l'elemento principale, troviamo zuccheri, fibre e grassi. 
Il melograno è caratterizzato dalla presenza di sostanze benevole per l'organismo come per esempio i flavonoidi, gli antiossidanti, vari tipi di acidi, tra cui l'ellagico e il gallico, la quercitina e altri principi attivi molto benefici che gli hanno fatto meritare il nome di "frutto della medicina".
Proprietà curative e benefici:
Fin dall'antichità questo particolare frutto  è stato simbolo di abbondanza e longevità e già da allora le sue molteplici proprietà terapeutiche erano ben note; oggi la medicina ufficiale non ha fatto altro che confermare tali proprietà. Vediamo quali. La sua virtù più importante è quella che riguarda la presenza di sostanze ad alta attività antitumorale come l'acido ellagico, i flavonoidi ed altre sostanze con proprietà antiossidanti che nel loro insieme collaborano in modo attivo nella cura di vari tumori ( prostata, pelle, seno, polmoni). 
Il melograno ha inoltre proprietà vermifughe, molto utili contro il famoso verme solitario (Tenia solium), un parassita molto fastidioso dell'uomo. Grazie alla presenza di tannino (acido ellagico) il succo del melograno ha anche proprietà astringenti ed è quindi utile in caso di diarrea.

Secondo recenti studi l'assunzione protratta nel tempo del suo succo sarebbe in grado di proteggere il cuore dalla formazione di placche aterosclerotiche, non solo, anche i disturbi causati dalla menopausa ( depressione e ossa fragili) sembra traggono buoni benefici dall'assunzione di succo di melograno.
Alzheimer e melograno
 Anche nei confronti del morbo di Alzheimer il succo di melagrana ha dimostrato di avere proprietà benefiche; l'assunzione giornaliera è in grado di erigere una barriera protettiva e di attaccare le proteine nocive; l'artrite stessa trova benefici nell'assunzione di succo d melograno, infatti, grazie a questo, viene inibito il processo degenerativo della cartilagine.
Nota: Per ogni 100 grammi di parte edibile si ha un apporto calorico pari a 63 calorie.
dal sito: http://www.mr-loto.it/melograno.html

Influenza

Malattia infettiva che si presenta in forma acuta ed estremamente contagiosa; dovuta a virus. Provoca disturbi di vario genere (tracheite, affaticamento, cefalea...) e febbre. 

1. Infuso di cannella, chiodi di garofano e santoreggia

30 g cannella; 30 g di chiodi di garofano; 30 g di santoreggia
Miscelare le erbe e metterne un cucchiaino di infusione in una tazza di acqua bollente per 10 minuti; filtrare. Berne due-tre tazze nel corso della giornata.


2. Infuso di eucalipto
20 g di eucalipto, foglie
Lasciare in infusione in 1 l di acqua bollente per 15 minuti, poi filtrare. Berne tre tazze al giorno.

dal libro "Tisane, il gusto della salute" di Walter Pedrotti
"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo." (Ippocrate)