"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo.(Ippocrate)" "L’uomo è ciò che mangia."(L. Feuerbach)
"La prevenzione è la medicina migliore. E' legata al cibo e allo stile di vita " - Dalai Lama


venerdì 6 giugno 2014

Tisana del buonumore

Ingredienti: per 1 tisana

1 mazzetto di rosmarino
2-3 foglie di salvia
miele q.b

Preparazione
1. Fai bollire per circa 5 min. il rosmarino e la salvia insieme.
2. Lascia riposare l’infuso qualche minuto nel pentolino.
3. Filtra la tisana con un colino versandola in una tazza e dolcifica a piacere.

La salvia vanta numerose proprietà benefiche per il nostro corpo e la nostra mente. In passato, veniva utilizzata come farmaco per la fertilità e l’insonnia, al giorno d’oggi viene impiegata nella medicina omeopatica per curare i malanni stagionali come tosse, mal di gola e febbre. Un infuso a base di salvia, agisce sui disturbi del sistema nervoso, migliorandone la salute. Inoltre, ha un forte effetto tonificante, rafforzando l’apparato gastro-intestinale. Stimola l’organismo, allevia i problemi legati al ciclo mestruale, combatte l’astenia (perdita di tono muscolare) e la depressione. Ma non solo. La salvia è perfetta in caso di esaurimento fisico e mentale, dovuto a forte stress.
 Rosmarino
Perfetto sulla carne e il pesce alla griglia, il rosmarino gode di proprietà mediche da non tralasciare al caso. E’ un’erba officinale molto usata nella fitoterapia per curare diversi tipi di patologie legate all’apparato diregente e non solo. Una tisana a base di rosmarino, è perfetta per ritrovare eneregia e vitalità e recuperare la forma fisica. Inoltre, lenisce dolori derivati da mal di testa e nevralgie. Contrasta l’inestetismi della pelle come cellulite e smagliature, e combatte la ritenzione idrica. Il suo infuso ha un forte effetto antidepressivo, stimolante, energizzante, ed afrodisiaco.
 fonte: tanta salute

Tisana anti-gonfiore

Ingredienti: per 1 tisana

2/3 frutti di anice stellato
1 cucchiaino di semi di finocchio
miele o zucchero di canna integrale q.b.

Preparazione
1. Fai bollire i semi di finocchio in un colino per tè e l’anice stellato in un pentolina con una tazza abbondante di acqua, per circa 7-8min.
2. Lascia riposare l’infuso per un paio di minuti.
3. Versa la tisana e dolcifica a piacere. Il sapore di questa tisana ti lascerà senza parole.


fonte: tanta salute

Papaya

La compro spesso ed è uno dei frutti esotici che più preferisco. La sua forma e aspetto richiama il melone, un melone in miniatura che può arrivare comunque anche a 5 k di peso. 
Vediamo le sue proprietà: 
La papaya è composta per circa l'87 % da acqua e per circa il 13 % da carboidrati, vitamine e minerali vari. Molto importante, per la loro azione antiossidante, la presenza di vitamina C e vitamina E, mentre la vitamina A ha la proprietà di rigenerare i tessuti epiteliali. Tra i minerali presenti nella papaya troviamo calcio, ferro, fosforo e magnesio e tra le vitamine sono presenti la riboflavina, la niacina e la tiamina.
 La papaya contiene un prezioso enzima, la papeina, che si comporta allo stesso modo di un succo gastrico e ha quindi un forte potere digestivo. Per questo motivo è un frutto che si può tranquillamente consumare al termine di un abbondante pranzo. I polifenoli contenuti nei germogli della papaya hanno elevate proprietà antiossidanti e sono quindi in grado di rallentare l'invecchiamento cellulare, di combattere i radicali liberi e di svolgere funzione antitumorale.
 
Tra le altre proprietà conosciute ci sono quelle 
diuretiche e lassative, inoltre, la papaya rappresenta 
un ottimo rimedio contro le infezioni dell'intestino e i disturbi dello stomaco 
ed infine è anche considerato un frutto energetico, grazie all'elevato contenuto di carboidrati, sali e vitamine; è infatti consigliata l'assunzione di polpa fresca in casi di stress e superlavoro.
 
leggi tutto qui

sabato 5 aprile 2014

La melissa

E' la prima volta che la trovo e subito fu "amore". La pianta ha le sue proprietà sia culinarie - vedi qui  ( si sposa con: pesce, frutti di mare, agnello e legumi); ottimo accostamento per molte altre erbe aromatiche: perfetta con diverse varietà di menta,  anche con il coriandolo fresco, di cui può mitigare l'aroma troppo intenso; ma possiede anche proprietà officinali.
l nome melissa sembra derivi dal greco la cui radice meli significa miele. Ciò probabilmente deriva dal fatto che il profumo della pianta attira le api, che ne succhiano volentieri il nettare. Fu dapprima introdotta in medicina come rimedio moralmente esilarante e confortatore dei nervi. Galeno e Paracelso la consigliavano nella mania e nei disturbi psichici. Scriveva Serapio che allevia le inquietudini e tristezze del cervello e principalmente quelle prodotte dalla malinconia. 
Gli Arabi la tenevano in grande considerazione: il medico Avicenna già nell’XI secolo attribuiva alla specie “la meravigliosa proprietà di rallegrare e confortare il cuore”.  L'Alcolato di Melissa, o “Acqua di Melissa” inventato dai Carmelitani Scalzi francesi nel 1611, era per le sue proprietà antispasmodiche un rimedio popolare a
 cui facevano ricorso tutte le classi sociali nei momenti critici della loro vita (dal mal di denti, alle sincopi, alle crisi di nervi ecc.).


Le foglie di melissa, ricche di olio essenziale, che conferisce alla pianta un aroma gradevole e il sapore del limone, sono impiegate negli stati d’ansia con somatizzazioni a carico del sistema gastroenterico. Per la sua azione antispasmodica, antinfiammatoria e carminativa è indicata in caso di dolori mestruali, nevralgie, cefalea,  disturbi della digestione, nausea, vomito, Melissa in Erboristeria: proprietà della Melissa
dispepsie biliari

Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/melissa.html
,  flatulenza crampi addominali e colite.
Questa pianta è utilizzata anche nel trattamento del mal di testa, quando è causato da tensione nervosa, grazie alla presenza dell’olio essenziale (0,5%) che agisce come calmante sul sistema nervoso, e rilassante su quello muscolare. Il suo uso è particolarmente indicato, perciò, in presenza di un quadro d’irritabilità generale, insonnia causata da stanchezza eccessiva, nervosismo, sindrome premestruale, tremori, vertigini, e tachicardia su base funzionale. 
L'estratto di foglie fresche di melissa possiede attività antivirale, dovuta alla presenza di acidi polifenolici e polisaccaridi, contro Herpes simplex. (fonte: cure naturali)

Melissa in Erboristeria: proprietà della Melissa
Evitare l'assunzione in soggetti con glaucoma, patologie tiroidee oppure in caso di ipersensibilità accertata verso uno o più componenti della melissa.

Melissa - Interazioni farmacologiche

  • possibili interazioni con barbiturici (aumento dell'effetto ipnotico) e con il tapazole (ipotiroidismo);
  • l'associazione di melissa, passiflora ed iperico ha dimostrato effetti sedativi non desiderati. (da "my personal trainer")


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/erboristeria/melissa.html

domenica 23 marzo 2014

Cicuta maggiore

Andando nel parco una mattina mi ha incuriosito questa pianta che ricorda un po' il...prezzemolo. Presa, ma come ho sentito il suo odore...bleah, odore molto forte e cattivo. Curiosa come sono faccio le foto e cerco su net il suo nome...sul forum (a cui ringrazio, molto, molto bravi!!) mi dicono che è la ...cicuta maggiore. Beh, carissimi, è una pianta velenosa, ma non poco velenosa come molte altre piante che ho conosciuto - possono portare vari disturbi ma non gravi- può portare alla morte, e che morte!! 
Info' trovate qui:
CICUTA MAGGIORE
Conium maculatum
(fam. Umbelliferae)
notate la parte rossa della pianta
 


Habitat : ovunque, terreno incolto e vicino corsi d'acqua. Comune.
 
Parti velenose: tutta la pianta soprattutto foglie giovani e frutti acerbi. 
Effetti velenosi:
 infiammazione degli organi digestivi, vomito e diarrea, respirazione lenta, polso rapido tendente a rallentare, confusione mentale, convulsioni e coma. La morte è dovuta a insufficienza respirazione lenta, polso rapido tendente a rallentare, confusione mentale, convulsioni e coma. La morte è dovuta ad insufficienza respiratoria. Si conoscono frequenti casi di avvelenamento perché la pianta era stata confusa con prezzemolo e i semi con anice. E' pericoloso che i bambini si servano dei gambi cavi come cannelli per soffiare. telescopi o altro. Quando è giovane, la pianta contiene la maggior quantità di principio attivo ed è a questa fase che attira particolarmente il bestiame. Più avanti, sviluppa un forte odore sgradevole e diventa ruvida e meno gustosa, mentre i principi attivi passano nei frutti. La pianta contenuta nel fieno non è molto pericolosa perché i componenti sono distrutti dall'essiccazione.
Si ritiene che la dose mortale per un essere umano sia di qualche grammo di frutti verdi. La pianta è tossica sia per il bestiame che per l'uomo, e per questo motivo viene ignorata dagli erbivori. La dose letale per un cavallo è di circa 2 chilogrammi di foglie, mentre poco più di mezzo chilogrammo è sufficiente per una vacca. La dose letale per una pecora si aggira intorno ai 2 etti. I volatili in genere invece ne sono immuni. Il veleno agisce anche indirettamente, cioè può portare ad avvelenamento anche in seguito ad ingestione di un animale che se ne era cibato in precedenza.
Curiosità: 
 una bevanda fatta con questa pianta è responsabile della morte di Socrate. Opportunamente preparato, il suo estratto era usato per scopi medici e veterinari, servendo da sedativo e narcotico. Ben cucinata, è stata mangiata come verdura.


Con il nome comune di cicuta vengono però comunemente indicate anche altre due specie, ciascuna appartenenti a generi differenti:
  • La cicuta minore (Aethusa cynapium L.), annuale o bienne a seconda delle sottospecie, è detta anche falso prezzemolo. La sua somiglianza con questa pianta aromatica ha portato a fenomeni di avvelenamento per la confusione tra le due.
  • La cicuta acquatica (Cicuta virosa L.) è una pianta perenne, che cresce in prossimità di acquitrini. È la più velenosa delle tre ma in Italia è rara anche per la bonifica delle zone paludose in cui cresce.
vedi anche: piante velenose. 

lunedì 7 ottobre 2013

Piante aromatiche - Ruta

Famiglia: Rutaceae
Specie: Ruta graveolens L.
 Pianta perenne originaria dell’Europa meridionale. In Italia è presente spontanea, in tutte le regioni, eccetto le isole (dove si trova solo negli orti e giardini; in Gallura è piuttosto rara ma cresce anche spontaneamente), dal piano ai 1.000 metri.

Raccolta e conservazione

Raccogliere le foglie prima che i fiori siano sbocciati e usarle fresche o essiccate.

Uso in cucina e proprietà terapeutiche

Le foglie fresche possono essere usate con moderazione per insaporire insalate, carni, pesci, oli e aceti aromatici. Molto usata per la preparazione di un tipo di grappa aromatica.
Proprietà terapeutiche: emmenagoghe, sedative, digestive, carminative, vermifughe.
L'erba della ruta era ritenuta l'erba contro la paura, Si metteva in tasca, appunto, quando si dovevano affrontare situazioni di paura e le case in cui cresceva erano ritenute privilegiate.

domenica 22 settembre 2013

Piante depurative dell'aria

Verso la fine degli anni '80 la NASA condusse uno studio approfondito sulla capacità delle piante da appartamento di purificare l'aria. Dalla ricerca emerse un risultato molto interessante: le piante non solo sono in grado attraverso la fotosintesi clorofilliana di assorbire anidride carbonica e di rilasciare ossigeno, ma molte di esse riescono a neutralizzare sostanze organiche volatili (VOC) spesso presenti nelle nostre abitazioni grazie a degli enzimi detti metilotrofi.
 
Sansevieria trifasciata 'Laurentii' - lingua di suocera 
questa pianta da interni è una delle più efficaci nel depurare l'aria. E' in grado di filtrare e rendere inoffensiva la formaldeide spesso presente nei prodotti per la pulizia, nella carta igienica o nei tessuti per la cura personale. Sistematene una in bagno: saprà prosperare anche in condizioni di luce scarsa. 
 Ficus benjamina
 Questa pianta molto diffusa può aiutarci a filtrare molti agenti inquinanti come la formaldeide, contenuta nei tappeti e nei mobili di casa, ma anche il tricloroetilene ed il benzene. Il ficus non è una pianta facilissima, ma se scegliete una posizione in casa dove c'è la giusta esposizione solare ed effettuate un'annaffiatura regolare, sarà molto longeva.
Chrysantheium morifolium
  I coloratissimi fiori del crisantemo oltre a donare una nota di vivacità alla vostra casa o al vostro ufficio, vi aiuteranno a filtrare il benzene, normalmente presente nei collanti, nelle vernici, nelle plastiche e nei detersivi. Ricordatevi di collocarlo in un punto dove possa godere della luce intensa del sole che farà germogliare i suoi fiori.
  Aloe vera
 Questa pianta, appartenente alla famiglia delle succulente, è molto semplice da coltivare e può dimostrarsi un fidato alleato contro la formaldeide e il benzene. Un buon posto per collocarla potrebbe essere una finestra ben illuminata in cucina.(vedi sul blog aloe)
Dracaena marginata
 E' l'ideale per combattere sostanze come lo xilene, il tricloroetilene e la formaldeide, che  possono essere presenti in lacche o vernici.
Gerbera
La gerbera è una pianta da fiore ideale per rimuovere la trielina, spesso presente nei capi d'abbigliamento lavati a secco. Ponetela nella vostra lavanderia o in stanza da letto ma fate attenzione: ha bisogno di molta luce. Di notte meglio rimuoverla dalle stanze in cui dormite.
 Spatifillo
  E' imbattibile nella lotta dei più comuni composti organici volatili, quali il benzene, la formaldeide e il tricloroetilene ma risulta efficace anche con toluene e xilene.
Chlorophytum comosum - falangio

Molto resistente, poco soggetta a malattie, facile da allevare necessita solo di molta luce. Grazie al suo fitto fogliame e ai fiori bianchi la pianta è in grado di filtrare benzene, ossido di carbonio, formaldeide e xilene.
Crassula ovata
Negli ambienti chiusi è in grado di depurare l'aria dalle sostanze chimiche e assorbe le emissioni nocive degli apparecchi elettrici.
 
vedi altre piante qui
"Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo." (Ippocrate)